Saggi di Antonio Bellanca

 

Le cinque regole della comunicazione biografico solidale da applicare al blog

Le cinque regole cui mi riferisco rappresentano un modus operandi finalizzato alla comprensione, alla miglior lettura, ad una migliore capacità critica della realtà per messo dei racconti inerenti alle proprie esperienze che devono essere messe in campo ed ascoltate cercando di evitare “l’agonismo e la contrapposizione escludente, anche solo interpretativa”:

  • Partire da sé: la prima delle cinque regole verte sull’aspetto biografico del racconto, evidenziando come il riferimento all’esperienza biografica sia sempre presente. Il blog, che non sia strettamente tematico, diviene prezioso contenitore delle proprie esperienze con chiari riferimenti al proprio vissuto.
  • Rinuncia alla discussione competitiva: il rapporto dialogico che si viene ad instaurare tra blogghers, come del resto anche nella comunicazione nella vita reale, deve tener conto che l’interlocutore ha un mondo tutto suo, una propria verità fatta di convinzioni e credenze; il suggerimento riguarda l’evitare qualsiasi forma di competizione.
  • Sospendere qualsiasi interpretazione: “l’apertura all’ascolto deve portare a evitare ogni tentazione di interpretare in modo sostitutivo ciò che viene narrato”. E’ estremamente importante soffermasi su quanto espresso da Lo Russo in particolare sull’”interpretazione sostituiva”. Viene da chiedersi sostitutiva di cosa, ma meglio di chi. Interpretare in maniera non idonea significa perdere la grande possibilità di entrare in empatia con l’altro; sebbene l’interpretazione risulta legittima, in un discorso esistono delle situazioni in cui il giudizio su quanto sostenuto non è assolutamente permesso dallo stesso interlocutore. Siamo sul piano della difensiva personale dove chi racconta non gradisce, se non espressamente richiesto, alcuna critica che, qualora avvenga, può essere decodificata come un segno di aggressione e determinare la completa chiusura.
  • Restituzione anamorfica: per comprendere la quarta regola è necessario far riferimento, sebbene in estrema sintesi, alle rappresentazioni artistiche del cinema e della pittura. Così come l’applicazione di particolare lenti sulla macchina da presa, appunto anamorfe, determina, allo spettatore, una visione diversa dell’evento ripreso e, ancora, come quei quadri che visti da un angolazione diversa forniscono diverse prospettive, così un nostro intervento, o punto di vista ad un racconto, si configura come una proposta lasciando però libero l’ascoltatore di accettarla o di rifiutarla, da cui la natura, appunto, di offerta. Nessuna prevaricazione circa il pensiero altri, semmai una sincera volontà di arricchimento finalizzata all’interazione e non alla sostituzione. E questa dovrebbe essere l’intenzione di chi si appresta a rilasciare un commento al post pubblicato su blog; per quanto il commento può essere anche moderato dallo stesso autore del post esso può essere una preziosa fonte per poter vedere la realtà con angolazioni diverse.
  • Rielaborazione interiore: le parole degli altri devono risuonare dentro di noi. Il nostro mondo diventa cassa di risonanza dei pensieri altrui, meditando su quanto si è letto. La quinta ed ultima regola si ricollega a tutte le altre poiché se non c’è un’adeguata e degna riflessione delle parole altrui si rischia di compromettere la comunicazione biografico solidale. E d’altra parte è più facile che al nostro interlocutore risulti più gradito un commento ad un proprio post percependo che il pensiero commentato è stato rielaborato con estrema attenzione e quindi connotarsi come “offerta anamorifica” piuttosto che “quattro righe” buttate lì che mostrano, nella loro brevità, gratuità, scarsa attinenza al post e quindi inutilità. La rielaborazione interiore permetta il giusto dispiegamento della comunicazione biografico solidale, nel momento che si accetta di interiorizzare, e quindi accettare, la storia biografica di chi racconta o scrive. La discussione non competitiva ha, nella quinta regola, un ulteriore garanzia di soddisfacimento poiché meditare sulle parole altrui necessita del tempo da dedicare.

(dalla mia tesi: "filosofare oggi: le pratiche filosofiche alla luce delle nuove tecniche multimediali

 

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La variante alla classica netiquette

Chi milita da diverso tempo all'interno delle community virtuali sa che esistono delle norme cui attenersi: il codice etico di comportamento è la cosìdetta netiquette; propongo, in questa sezione, oltre alle consuete regole del bon ton, una variante del comportamento da adottare, finalizzato ad una più efficace riflessione come dono verso sè stessi e verso gli altri: un esercizio filosofico che tenga conto del "bonario protagonismo" di chi scrive e dell'importanza del testo nonchè del dovuto rispetto verso chi si appresta a divulgare i propri pensieri nella rete evitando, pertanto, che le parole restino relegate inutilmente in un limbo e dimenticate.

  • La natura del blog è del tipo: ultimo messaggio ad essere inserito è il primo ad essere letto dagli utenti. Chi naviga nella blogsfera, alla ricerca di un blog dall'argomento più congeniale, rimane impressionato (favorevolmente o meno) dall'ultimo messaggio. Il blog è un diario personale e come tale deve essere letto nella sua interezza se si vuol conoscere a fondo l'autore; é un segno di grande rispetto non soffermarsi, quindi, al solo ultimo messaggio.
  • Il sapere condiviso si avvale, come mezzo privilegiato, dei link e dei riferimenti al proprio blog o sito web; è buona norma, pertanto, ogni qualvolta si lascia un commento, non dimenticare di inserire l'URL del proprio sito o blog nonchè dell'indirizzo mail.
  • La messaggistica legata alla tecnologia informatica rimanda ad un'idea di velocità e brevità: gli sms ne sono un esempio. Il rischio è quello di utilizzare, alla stessa stregua, il commento inserito in un post, privo di spessore e spesso gratuito. Affinchè ci sia un adeguato feedback, il messaggio di un blogger deve essere interiorizzato e meditato. Ognuno dovrebbe farsi cassa di risonanza delle parole altrui al fine di "donare" un proprio punto di vista che non deve essere, comunque, imposto bensì offerto.
  • Chi scrive ha un suo mondo interiore e un proprio percoso di vita che, il più delle volte, fatica a condividere. Ecco che chi scrive non gradisce in prima battuta critiche e consigli o, peggio, il laconico "non sono d'accordo". Critiche sono bene accette con la dovuta attenzione, però, che tuttto ciò che costituisce il commento deve essere adeguatamente argomentato; grazie ad una forma di empatia a distanza, il blogger riesce a sentire l'altro e il suo intervento sincero e disinteressato.
  • E' possibile applicare al blog le cinque regole della comunicazione biografico solidale.