Articoli di Mario Guarna
Riflessioni sulle pratiche filosofiche
I) Che cosa sia in grado di offrire la consulenza filosofica oggi? In un mondo complesso come quello in cui viviamo, la consulenza filosofica può svelare quando e dove l’impedimento a un modo di vivere spontaneo si manifesta generando inquietudine; il suo obiettivo è quello di ricollocare, attraverso la maieutica e l’euristica filosofica, l’uomo al centro della sua quotidianità, per farlo diventare un custode di significati, di una concezione comprensibile e unitaria, per opporsi alla frammentazione della visione complessiva.. II) La pratica filosofia (Philosophische Praxis) ? la consulenza filosofica nasce come aiuto, come ausilio per affrontare le problematiche esistenziali, questo non succede anche con la psicoterapia? Esiste una differenza? La sostanziale differenza tra la psicoterapia e la consulenza filosofica, consiste nella considerazione dell’uomo e delle sue problematiche esistenziali. La psicoterapia considera quest’ultimo come un’ essere patologico da curare e i suoi dilemmi come casi da trattare. La consulenza filosofica da parte sua, contempla con meraviglia, l’uomo come essere “pensante”, che pretende di essere capito e accettato per il suo “essere così” e non altrimenti. Non ha caso, fu proprio Heidegger a dire, che lo stupore e la meraviglia sono le tonalità affettive fondamentali del filosofare. Proprio nel senso di un aprirsi all’ascolto. III) Possiamo dire che la consulenza filosofica apre la strada per l’autorealizzazione? L’autorealizzazione nasce da una coscienza consapevole del proprio essere, dei bisogni personali, delle potenzialità soggettive, dei propri limiti e fragilità. Il compito della consulenza filosofica, per aprire un varco all’autorealizzazione, è quello di ri-scoprire l’aver cura verso l’altro da sé attraverso forme che rimandano alla gratuità del filosofare, dunque attraverso un approccio che permette all’uomo d’incamminarsi verso la propria autorealizzazione, personale e di gruppo, nel darsi un valore di ciò che si è a ciò che si vuole diventare, nel filosofare gratuito che non richiede ricompensa, ma pure genera un legame profondo,una grande empatia che porta a farsi gratuitamente carico di, ad avere dedizione dell’altro in quanto altro. IV) Un ulteriore problema si pone con il metodo della consulenza filosofica, cioè esistono metodi differenti come di Tim Ledon, di L, Marinoff, di G. Anhenbach, di Ran Lahav, di P. Raade. Quali mezzi e quali caratteristiche assume il dialogo tra consulente e consultante? Il dialogo ha la caratteristica dell’ alternanza, che è in grado di rispettare la diversità e quindi l’unicità del consultante e del consulente, ma nello stesso tempo consente l’attuazione di un percorso comunicativo in cui queste stesse diversità possano divenire reciproca ricchezza.Dialogare è un’ abilità complessa che si fonda su alcune capacità comunicative ed esistenziali particolari che sono: l’alternanza di messaggi e silenzio e l’esperire insieme dialogando. . Il principio dell’alternanza è quello in cui il tempo della trasmissione deve essere seguito dal tempo della ricezione. Questo significa che ogni partecipe del dialogo non devo solo emettere messaggi, ma anche produrre dopo di esso spazi di silenzio in cui poter ascoltare e interpretare il pensiero dell’altro. Produrre spazi di silenzio deve essere inteso come una azione tesa ad attuare la contemplazione dell’altro. L’evento del silenzio consiste nel far tacere se stessi, la propria visione del mondo, i propri pregiudizi per cercare di cogliere l’altro nella sua autenticità e, soprattutto, collocandosi dal suo punto di vista. . La riflessione intorno all’esperire insieme, consente ai partecipanti di tradurre nel proprio linguaggio quello dell’altro e, nello stesso tempo, di acquisirlo. Esperire insieme dialogando, ovvero il vivere degli eventi insieme riflettendo poi su di essi, è l’unica via attraverso cui si può dialogare perché è quella che consente la creazione di codici di traduzione da un linguaggio all’altro e da un pensiero all’altro.
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